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Plovdiv
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mwfqPlovdiv (mwfgin bulgaro Пловдивmwfw?, mwgaAFI: [ˈpɫɔvdif]), in mwggitaliano storicamente nota anche come mwgwFilippopolicite-ref-2[2] (dal mwiagreco mwiqΦιλιππούπολις mwigFilippoúpolis), è una mwiwcittà della Bulgaria di mwja343 424 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] (mwkq678 860 nell'omonima regione), capitale storica della mwkgTracia e seconda città del mwkwpaese dopo la capitale mwlaSofia.

È da sempre punto di riferimento di varie culture per le sue articolate e millenarie vicende storiche. È nota per la bellezza del suo centro storico in stile mwlgrinascenza bulgara (ovvero il mwlwRinascimento bulgaro di inizio Ottocento), uno dei meglio conservati del paese. È servita da un mwmaaeroporto.

Il 17 ottobre 2014 è stata designata, insieme a mwmgMatera, come mwmwcapitale europea della cultura 2019.cite-ref-3[3]

Contents

Clima
Storia
Trakart
Strade
Sport
Calcio
Note

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Geografia fisica

Territorio

La città è situata sulle sponde del mwpafiume Marica, nella parte meridionale della piana di Plovdiv, una mwpgpianura alluvionale che forma la parte occidentale dell'Alta pianura di Tracia, circa mwqa152 km a sud-est di mwqqSofia. È circondata dagli mwqgAntibalcani a nord-ovest e dai mwqwmonti Rodopi a sud. L'area metropolitana si estende su una superficie di mwra101 km². Questo dato, unitamente a quello della popolazione, la rende la città più densamente popolata del paese con mwrq3 776 abitanti per km².

Il territorio su cui sorge Plovdiv comprende sei colli di mwrwsienite, tradizionalmente chiamati mwsatepeta: Džendem, Bunardžik, Sahat, Nebet, Džambaz e Taksim. Sugli ultimi tre si trova il nucleo centrale e antico della città. Fino all'inizio del XX secolo i colli erano sette, ma il più piccolo (Markovo Tepe) è stato distrutto.

Clima

Il mwswclima temperato è caratterizzato da un forte contrasto di temperature tra estate e inverno, che lo rende molto simile ad un mwtaclima continentale. Le estati sono in genere calde e secche, mentre gli inverni spesso sono molto freddi. La temperatura media annua è di mwtq12,3 °C, la temperatura massima media si raggiunge a luglio (mwtg33 °C). L'umidità relativa media è del 73% ed è più elevata in dicembre (86%) e più bassa ad agosto (62%). Le precipitazioni totali sono di mwtw540 mm; i mesi più piovosi sono maggio e giugno, con una media di mwua66,2 mm, il più secco è agosto (mwuq31 mm). In un anno cadono mediamente da 2 a mwug4 cm di neve, ma in alcuni inverni si possono raggiungere mwuw70 cm o più. Le nebbie sono frequenti nei mesi più freddi, soprattutto lungo le rive del Marica.

Storia

L'importanza di Plovdiv risale all'età antica: capitale, con il nome di mwyaEumolpias, della tribù dei mwyqtraci mwygOdrisi, nel 341 a.C. fu presa da re mwywFilippo II di Macedonia (padre di mwzaAlessandro Magno), che la ribattezzò "Filippopoli" (mwzqin greco antico Φιλιππόπολις?, Filippópolis).

Dopo la mwzwcaduta dell'Impero macedone, la città riprese il ruolo di capitale degli Odrisi, in rapporto di discontinua amicizia con i mwaaromani insediatisi in mwaqMacedonia, che si impadronirono della città nel 46 d.C., dopo un'aspra battaglia condotta dall'mwagimperatore Claudio.

Trimontium

mwbgTraiano la restaurò e mwbwMarco Aurelio la fece capitale della mwcaTracia romana; cinse di mura i tre colli centrali e da questi denominò la città mwcqTrimontium. Essa divenne ben presto splendida e importante, al punto da battere moneta.

mwcwTrimontium fu il crocevia di importanti strade imperiali provenienti dal nord e dall'ovest dei mwdaBalcani. Qui le strade, tra cui la fondamentale mwdqmwdgvia Militaris, si univano e conducevano a mwdwBisanzio.

All'inizio del mweqIV secolo vi furono martirizzati 38 cristiani, in parte del luogo e in parte provenienti da Bisanzio. In questa florida epoca Filippopoli si dotò di terme, teatri e grandiosi edifici pubblici, in parte ancora visibili.

L'assalto dei mwewbarbari ebbe inizio nel 251 con la comparsa dei mwfaGoti; nel 447 gli mwfqUnni distrussero la città quasi del tutto e un secolo più tardi mwfgGiustiniano la riedificò e riarmò di mura. Nel 679, di fronte alla minaccia costituita dai mwfwbulgari, gli mwgaimperatori di Costantinopoli vi fecero affluire una folta colonia di mwgqarmeni e mwggsiriani non mwgwortodossi, dai quali si sarebbe presto propagata l'mwhaeresia bogomila (poi passata in mwhqSerbia e da qui in Occidente, come mwhgeresia catara). Nell'812 il mwhwkhan bulgaro mwiaKrum riuscì a entrare a Filippopoli, poi definitivamente conquistata nell'834 e ribattezzata mwiqPàldin. Il ritorno dei mwigbizantini si ebbe alla fine del X secolo con la vittoria dell'imperatore mwiwGiovanni I Zimisce sui bulgari e sulla mwjaRus' di Kiev, che avevano conquistato le regioni mwjqdanubiane; nel 1018 Filippopoli ridiventò quindi bizantina.

La città subì gravi distruzioni in occasione del passaggio delle mwjwCrociate: nel 1096 da parte di mwkaGoffredo di Buglione; nel 1147 da parte del mwkqre di Germania mwkgCorrado III di Hohenstaufen; nel 1189 da parte di mwkwFederico Barbarossa; e ancora nel 1203, per mano dell'mwlaimpero latino di Costantinopoli. A questo periodo risale anche il ritorno dei bulgari, che s'impadronirono nuovamente della città nel 1206. Da questa data al 1322 Filippopoli passò di mano fra i bulgari e i bizantini non meno di undici volte.

Nel 1364 la città fu conquistata dai mwlgturchi di mwlwMurad I. Dopo un breve tragico periodo di lotte tra principi turchi, la città venne ribattezzata mwmaFilibè e fu fatta capitale del mwmqbeilicato di mwmgRumelia. Da allora conobbe una grande prosperità, grazie ai commerci che si spingevano ben oltre i confini dell'mwmwImpero ottomano, rotta solo dalle lotte religiose tra i siro-armeni mwnapauliciani (riunitisi con mwnqRoma alla fine del XVI secolo) e i greco-bulgari mwngortodossi.

mwoaFilibè, divenuta nel 1636 Plovdiv, fu presa dall'armata russa del generale mwogIosif Gurko il 16 gennaio 1878, e il mwowCongresso di Berlino del 13 luglio 1878 la fece capitale del principato indipendente della mwpaRumelia orientale, sotto lo scettro del principe Alessandro Bogoridi.

Solamente nel mwqw1885, anno in cui la Rumelia orientale si unificò col mwraprincipato di Bulgaria in un mwrqunico Stato, Plovdiv tornò sotto la sovranità bulgara.

In seguito alla mwrwseconda guerra mondiale, la Bulgaria entrò nell'orbita dell'mwsaUnione Sovietica, ma Plovdiv rimase un centro vitale del movimento democratico, che fece cadere il regime comunista nel mwsq1989.

La città è stata sede di tre mwswesposizioni internazionali nel mwta1981, nel mwtq1985 e nel mwtg1991.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwvwCattedrale cattolica di San Luigi dei Francesi: realizzata nel 1861 in stile mwwabarocco, vi fu installato il primo mwwqorgano in Bulgaria, che venne distrutto nel 1931 da un incendio che danneggiò gravemente la chiesa. Dopo l'incendio l'edificio fu ricostruito e affrescato da Stamatov Krusty. La facciata attuale in stile mwwwneoclassico fu opera di Kamen Petkov. Il campanile, costruito nel 1898, è dotato di 5 mwxqcampane, donate da mwxgPapa Leone XIII e prodotte a mwxwBochum, in mwyaGermania. La chiesa racchiude la tomba di mwyqMaria Luisa di Borbone-Parma, prima moglie di mwygFerdinando I di Bulgaria.

• mw0gMonastero di Bačkovo: a una trentina di chilometri da Plovdiv, fu fondato nel 1083, è secondo per importanza storica e valore artistico solo al mw0wmonastero di Rila. Al centro del complesso monastico si trovano due chiese unite fra loro: la più piccola, dedicata agli mw1aarcangeli mw1qMichele e mw1gGabriele, è del XII secolo; la più grande, dedicata alla mw1wVergine Maria, è del 1604. Principale attrattiva della chiesa è l'icona della Vergine, ritenuta miracolosa, che potrebbe risalire all'VIII secolo. Il suo rivestimento fu prodotto nel 1819 dalla scuola di gioielleria dello stesso monastero. Fuori dal recinto monastico si trova l'mw2aossario della mw2qSanta Trinità, a due piani, dell'XI secolo. La cappella reca influenze orientali, armene, siriane e georgiane; l'alternanza di pietra e cotto nella muratura esterna è propria dello stile del primo mw2gregno bulgaro. All'interno sono custoditi mw2waffreschi della seconda metà del XIII secolo, tra i più alti esempi di mw3aarte bizantina.
• Moschea Dzhumaya: ricostruita nella forma attuale per volontà del sultano mw3wMurad II, sorge sui resti dell'antica cattedrale di Sveta Petka Tarnovska.
• Moschea Tashkopryu

Foro romano

Costruito nel II secolo, il mw6qforo era il centro economico, politico e culturale di Filippopoli. Di forma quadrata, misurava mw6g184 m per mw6w136 m ed era circondato da un portico colonnato. Ai lati orientale, meridionale e occidentale sorgevano magazzini, a nord si trovavano gli edifici più importanti, alcuni in parte riportati alla luce. Nella parte nord-orientale del foro sorgono i resti dell'mw7aOdeon.

Teatro romano

Fu eretto tra il 114 e il 117, sotto mw9aTraiano, come risulta da un'iscrizione ivi scoperta. La mw9qcavea allo stato originale era in grado di accogliere dai mw9g5000 ai mw9w7000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che, insieme ai resti della mw-ascena e del mw-qproscenio, testimoniano la ricchezza decorativa dell'edificio.

Ippodromo (stadio) romano

L'antico stadio di Filippopoli si trova nella centralissima piazza Džumaja. In origine fu usato per lo svolgimento dei giochi atletici. Qui ebbero luogo i giochi di Kendrijski e Alessandria, in onore del dio mwaqeApollo e di mwaqiAlessandro Magno. Solo alla fine del IV secolo lo stadio cominciò ad essere utilizzato come pista da gara per le corse dei carri, perché l'imperatore mwaqmTeodosio proibì i giochi atletici. L'antico circo romano poteva ospitare circa mwaqq30000 spettatori e fu uno degli edifici più imponenti e indicativi della città.

Trakart

In un passaggio aperto nel sottopasso pedonale del bulevard Zar Boris III Obedinitel, fra le rovine dei palazzi risalenti all'epoca del dominio romano, si trova il centro culturale Trakart, il cui interno custodisce mosaici del III secolo, notevoli per dimensione e stato di conservazione. Furono rinvenuti in loco negli anni ottanta del XX secolo, scavando fra i resti di una grande casa ricostruita dopo la devastazione gota del 251. Dell'abitazione, che era collegata alla vicina basilica, nel IV secolo sede di un importante concilio ecumenico, non rimangono che le fondamenta, utili comunque per leggere la planimetria: si distinguono l'ingresso principale della casa, le stanze e parte del quadriportico.

Monumento ad Alyosha

Il mwaroMonumento ad Alyosha è un manufatto dedicato alla liberazione dall'occupazione nazista della città bulgara di Plovdiv, situato sulla collina di Bunardzhik, "Collina dei liberatori". Il monumento raffigura un soldato sovietico.

Cultura

Istruzione

Musei

Il mwasmMuseo archeologico regionale di Plovdiv, inaugurato nel 1882, è una delle prime istituzioni culturali bulgare. Possiede una collezione di 100mwasq 000 reperti, tra le più ricche del patrimonio culturale di Plovdiv e del suo territorio.

Il museo custodisce il mwasytesoro di Panagjurište, uno dei tesori traci di maggior rilievo e importanza della Bulgaria. È composto da oggetti in oro, che appartenevano a un sovrano trace sconosciuto della tribù mwascOdrisi, che regnò tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. Prodotto a mwasgLampsaco, città dell'mwaskAsia Minore, è composto da un set di nove oggetti, utilizzati per riti cerimoniali, con un peso complessivo di 6,1mwaso kg. Il set comprende una mwassphiale (un piatto) e otto mwaswrhyta (contenitori) di forme diverse, ma sempre zoomorfi (a testa di cervo e ariete) o mwas0antropomorfi (a testa di mwas4amazzone). Il tesoro è stato rinvenuto nel 1949 in una tomba trace vicino alla città di mwas8Panagjurište, nel mwatadistretto di Plovdiv. Inoltre il museo espone una ricca e variegata collezione di antiche opere d'mwatearte greca, mwatiromana e mwatmbizantina.

Il mwatumuseo etnografico si trova in un ricco palazzo del 1847 nel tipico stile della mwatyrinascenza bulgara, dove accoglie una ricca collezione costituita da materiale proveniente dal mwatcdistretto di Plovdiv.

Biblioteche

A Plovdiv è presente la mwatoBiblioteca nazionale Ivan Vazov, la seconda biblioteca della Bulgaria sia per consistenza del patrimonio librario sia per antichità di fondazione.

Infrastrutture e trasporti

Strade

La principale via d'accesso alla città è l'mwat4autostrada Trakija, che unisce la capitale Sofia al porto di mwat8Burgas.

Plovdiv è attraversata in senso ovest-est dalla statale I-8. Dalla città originano anche la II-64 per mwaueKarlovo e la II-86 per il mwauidistretto di Smoljan e la frontiera greca.

Ferrovie

La città è servita da una mwauupropria stazione ferroviaria posta lungo la principale linea del paese, la mwauyDimitrovgrad-Svilengrad.

Aeroporti

L'mwaukaeroporto di Plovdiv è situato a mwauo15 km a sud-est della città.

Amministrazione

Gemellaggi

Plovdiv è gemellata con le seguenti città:

Brno
Bursa
Taegu
Gyumri
Napoli

Lipsia
Ocrida
Petra

Ha accordi internazionali con:

• mwavuRoma

Sport

Calcio

Le principali squadre della città sono il mwavkProfesionalen Futbolen Klub Lokomotiv Plovdiv e il mwavoProfesionalen Futbolen Klub Botev Plovdiv.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwawmmwawqmwawuНаселение към 01.02.2011 година в област Пловдив, su mwawynsi.bg. mwawcURL consultato il 3mwawg lugliomwawk 2011 mwawo(archiviato dall'mwawsurl originale il 14 luglio 2011).
cite-note-22. mwaw8Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini e Piero Fiorelli, mwaxaIl DOP. Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2ªmwaxe ed., Roma, ERI, 1999 mwaxi[1981], mwaxmISBNmwaxq 88-397-1046-9.
cite-note-33. mwaxkmwaxomwaxsCapitale Europea della Cultura 2019, designata Matera, su mwaxwrepubblica.it. mwax0URL consultato il 19 ottobre 2014.

Bibliografia

• Guide d'Europa: Bulgaria, Milano, Touring Editore, 2005. ISBN 88365 3318-3
• citerefei-filippopoliGiuseppe Caraci, Bogdan Filov, Pietro Romanelli, Saul Mezan -, FILIPPOPOLI, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Plovdiv
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Plovdiv

Collegamenti esterni

• (BG) Sito ufficiale, su plovdiv.bg.
• Visit Plovdiv (canale), su YouTube.
• citereftreccani-itPlovdiv, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1965A. Frova, PLOVDIV, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1965.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1973L. Botoucharova, PLOVDIV, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1996E. Kesjakova, PLOVDIV, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996.
• citerefbritannica-com(EN) Plovdiv, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Plovdiv, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
• mwaykPlovdiv 2019, Capitale Europea della Cultura.
• mways(EN) pagina ufficiale dell'Università degli Studi di Plovdiv "Paisii Hilendarski", su uni-plovdiv.bg. URL consultato il 3 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2011).
• mway0(EN) Scienze e tecnologie alimentari-Università di Plovdiv, su uft-plovdiv.bg.
• mway8(EN) pagina ufficiale della Fiera Tecnica Internazionale di Plovdiv, su fair.bg.